mad_IncoronataSanta Maria La Carità è una cittadina di 11.406 abitanti (settembre 2008), in provincia di Napoli. Confina con Gragnano, Sant’Antonio Abate, Castellammare di Stabia e Pompei.
E’ posta a 40° 43’1″ Latitudine Nord e 14°30’38” Longitudine Est.
La sua superficie è di 3,93 Kmq, quindi con una densità demografica di 2.902 ab/Kmq. Il numero dei maschi e delle femmine è praticamente uguale, ma alla fine dell’ottocento, su 6.000 abitanti censiti, i maschi erano 3.500 contro le 2.500 femmine.
E’ un comune giovane, essendo stato istituito nel 1978 con la Legge Regionale n.60 del 23 novembre 1978, staccandolo da Gragnano, di cui era frazione fin dal 1906.
All’ Autonomia si arrivò dopo un referendum consultivo, svoltosi nel giugno del 1978.
Il territorio di Santa Maria La Carità è fertilissimo, grazie alla presenza dei residui delle eruzioni vulcaniche: la sua superficie agricola è di 1,96 Kmq. Prodotti eccellenti sono gli ortaggi, il vino, i fiori.
Il cuore della cittadina è la Piazza Ernesto Borrelli, eroe sammaritano della seconda guerra mondiale, dove si erge la chiesa principale di Santa Maria La Carità, che ha dato il nome al paese. Adiacente vi è un’altra grande piazza intitolata a S.S. Giovanni Paolo II, su cui si affaccia il moderno Municipio, inaugurato nel 1996, progettato dall’ing.sammaritano Domenico Acconcia.
Un ampio parcheggio pubblico gratuito assicura ai visitatori la possibilità di sostare agevolmente, in vicinanza di una attrezzata area giochi per i bambini e di vari esercenti pubblici.
In quest’area e nelle strade adiacenti si svolgono le manifestazioni di richiamo turistico organizzate dalla locale Pro Loco: La Sagra della Melanzana, Il Palio del Ciuccio, il corteo storico che precede il Torneo delle contrade, il Luglio Sammaritano.
La festa patronale cade il 21 novembre, ma i festeggiamenti civili si svolgono il 2 luglio e giorni seguenti.
Pur essendo un paese giovane, il territorio ha una storia antica di eccezionale importanza. Nella zona di Madonna delle Grazie vi è stata ritrovata una enorme necropoli, le cui sepolture più antiche risalgono al VII sec a.C. Dai ritrovamenti archeologi si evince che i popoli italici presenti in zona, in particolare gli Oschi, ebbero contatti con i Greci e gli Etruschi e furono poi dominati dalla cultura sannita fino alla guerra sociale dell’89 a.C., quando i romani distrussero il territorio che faceva parte dell’ager stabianus. Dopo la conquista i romani si divisero il territorio con il metodo della centuriazione, per cui numerose ville rustiche sorsero nella zona. Vi si coltivava soprattutto la vite in modo intensivo, essendo molto apprezzato il vino che vi si produceva. L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse la comunità e il territorio venne abbandonato, anche perchè il vicino fiume Sarno ebbe il letto ricolmo di materiale vulcanico e straripava continuamente. La zona divenne paludosa per secoli.
Nel medioevo divenne pertinenza del Ducato Amalfitano che, tramite i conventi proprietari di buona parte del territorio, mise lentamente a coltura l’area concedendola ai contadini che cominciarono a risiedere in zona, nonostante la malaria. A partire dal XIV secolo fece parte del feudo di Cancelleria che aveva come uno dei suoi termini di confine proprio la piccola cappella di Santa Maria La Carità. Al di là della Cappella, in direzione delle colline, cominciava invece il feudo di Gragnano, e, probabilmente intorno al posto di confine, dove solitamente si esigevano le gabelle, sorsero le prime case. Di fronte alla cappella, proprio per lo scarso numero di abitanti, sorse il deposito delle polveri da sparo che si fabbricavano a Torre Annunziata prima e poi a Scafati. Durante una visita del re Borbone alla polveriera, il curato della cappella, il canonico gragnanese Francesco Saverio Tortoriello, chiese al re un contributo economico per l’ampliamento della stessa. Il re lo concesse ed insieme ad altri fondi elargiti dal comune di Gragnano, la cappella divenne nel 1837 una più grande chiesa, premessa per divenire parrocchia autonoma. Un primo tentativo di costituirla fallì nel 1880 per l’ostilità della famiglia Pagano che aveva il patronato laico sulla cappella, ma nel 1904 si arrivò comunque all’istituzione della parrocchia.
Quasi contemporaneamente il possidente barone Francesco Girace cominciò a prendere a cuore le condizioni di vita difficili della popolazione rurale e cominciò a sollecitare interventi migliorativi, anzi la sua elezione a sindaco di Gragnano e a consigliere provinciale, lo misero in condizione di attuare lui stesso le riforme indicate.
Sorsero così la frazione elettorale, l’ufficio postale, le prime scuole elementari, la condotta medica e ostretica, l’acquedotto, nuove strade, insomma si crearono le condizioni di vivibilità per un sano sviluppo economico e civile.
Dopo le prime due guerre mondiali e il periodo fascista, a partire dal 1950 cominciarono le spinte autonomiste e, dopo vari tentativi non riusciti, si costituì nel 1973 un apposito Comitato per l’Autonomia e nel 1978 si arrivò all’agognato traguardo.
Nel 1950 fu eretta in parrocchia anche la cappella di Santa Maria del Carmine al Petraro.
Un ruolo importante per lo sviluppo culturale e sociale della cittadina è svolto attivamente dai vari plessi delle scuole, materne ed elementari intitolate ad Eduardo De Filippo e di quella di istruzione media, intitolata ad Ernesto Borrelli.
In occasione del trentesimo anniversario dell’Autonomia, nel novembre 2008, si è inaugurata una mostra archeologica dei reperti ritrovati a Santa Maria La Carità, si è presentato un libro che ripercorre la storia del territorio negli ultimi tremila anni, si è nominato cittadino onorario il parroco don Carmine Del Gaudio, che negli ultimi trenta anni ha accompagnato con grande carisma il cammino della comunità nella sua esperienza di comune autonomo.

Ulteriori approfondimenti in:
Giuseppe Di Massa, Santa Maria La Carità, Trenta Anni di Autonomia, Tremila anni di storia, Nicola Longobardi editore, 2008.
Francesco Girace, La voce della campagna. Strenna Rurale, 1905
Francesco Cascone- Annalisa D’Amora, Frammenti di Memoria. 1996
Scuola Elementare Eduardo De Filippo. Santa Maria La Carità. Il mio Paese tra presente, passato e futuro.
Giuseppe Di Massa, La chiesa di Santa Maria del Carmine al Petraro. 2004
Antonio D’Amora, Santa Maria La Carità. Il “mio” Comune. Cenni storici e lotta per l’Autonomia. 2011