Rubrica religiosa
a cura di Don Lucio Sembrano
"Buon 2008"
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L’evangelista
Luca ripete più volte che la Madonna meditava silenziosa su questi eventi
straordinari nei quali Iddio l’aveva coinvolta. “Maria serbava queste cose
meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19). Il verbo greco usato
“sumbállousa” letteralmente significa “mettere insieme” e fa pensare a un
mistero grande da scoprire poco a poco. Il Bambino che vagisce nella mangiatoia,
pur apparentemente simile a tutti i bimbi del mondo, è al tempo stesso del tutto
differente: è il Figlio di Dio, è Dio, vero Dio e vero uomo. Questo mistero –
l’incarnazione del Verbo e la divina maternità di Maria – è grande e certamente
non facile da comprendere con la sola umana
intelligenza.
Alla scuola
di Maria però possiamo cogliere con il cuore quello che gli occhi e la mente non
riescono da soli a percepire, né possono contenere. Si tratta, infatti, di un
dono così grande che solo nella fede ci è dato accogliere pur senza tutto
comprendere. Ed è proprio in questo cammino di fede che Maria ci viene incontro,
ci è sostegno e guida. Lei è madre perché ha generato nella carne Gesù; lo è
perché ha aderito totalmente alla volontà del Padre. Scrive sant’Agostino: “Di
nessun valore sarebbe stata per lei la stessa divina maternità, se lei il Cristo
non l’avesse portato nel cuore, con una sorte più fortunata di quando lo concepì
nella carne” (De sancta Virginitate, 3,3). E nel suo cuore Maria continuò
a conservare, a “mettere insieme” gli eventi successivi di cui sarà testimone e
protagonista, sino alla morte in croce e alla risurrezione del suo Figlio
Gesù.
Solo
conservando nel cuore, mettendo cioè insieme e trovando un’unità di tutto ciò
che viviamo, possiamo addentrarci, seguendo Maria, nel mistero di un Dio che per
amore si è fatto uomo e ci chiama a seguirlo sulla strada dell’amore; amore da
tradurre ogni giorno in un generoso servizio ai fratelli. Possa il nuovo anno,
che oggi fiduciosi iniziamo, essere un tempo nel quale avanzare in quella
conoscenza del cuore, che è la sapienza dei santi. Preghiamo perché il Signore
“faccia brillare il suo volto” su di noi, ci “sia propizio” (cfr Nm
6,24-7), e ci benedica. Possiamo esserne certi: se non ci stanchiamo di
ricercare il suo volto, se non cediamo alla tentazione dello scoraggiamento e
del dubbio, se pur fra le tante difficoltà che incontriamo restiamo sempre
ancorati a Lui, sperimenteremo la potenza del suo amore e della sua
misericordia. Il fragile Bambino che la Vergine quest’oggi mostra al mondo, ci
renda operatori di pace, testimoni di Lui, Principe della pace.
Amen!
(cfr l'Omelia del Santo Padre nella
Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, e XLI Giornata Mondiale della Pace,
1° gennaio 2008)
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