Gragnano – Area ex Scalo merci – Proiezione di film d’autore.

VENERDI’ 28 APRILE ORE 20,30 : ROMA CITTA’ APERTA, di Roberto Rossellini. 1945.

Considerato uno dei film capolavori del neorealismo italiano, è ambientato a Roma durante l’occupazione nazista e
narra le vicende di un gruppo di partigiani di un quartiere popolare della capitale e del sacerdote don Luigi Morosini.
Tra gli interpreti Anna Magnani, che nel tentativo di salvare il suo uomo da una retata viene falciata da una raffica di mitra, e la sua morte passerà alla storia del cinema come una delle sequenze più tragiche e sconvolgenti del cinema
neorealista e forse dell’intera opera di Rossellini, Anche l’interpretazione inconsueta di Aldo Fabrizi nel ruolo drammatico del sacerdote che tenta di aiutare in tutti i modi i giovani partigiani e che finirà fucilato, va rimarcata
anche per il messaggio che lascia al cappellano che lo assiste:“Oh non è difficile morir bene. Difficile è vivere bene !”.
Oltre la rete del recinto del poligono assistono impotenti i giovani partigiani scampati alla retata. E che si allontanano in silenzio. In un finale poetico ed emblematico, essi rappresentano comunque la speranza di un riscatto che arriverà ineluttabile. Durata 100 minuti.
Roberto Rossellini (1906-1977) ha scritto con questo film una delle pagine più belle del cinema italiano, riproponendo
l’anno dopo, 1946, con Paisà, la sua tesi della pratica del sentimento come mezzo per rimediare ai mali del mondo.
Lo seguirono su questa strada molti registi, a partire da De Sica con Sciuscià (1946) e Ladri di biciclette (1948), ma anche chi si spinse verso una maggiore polemica sociale come De Sanctis con il suo indimenticabile Riso Amaro(1949) e Francesco Rosi con Le mani sulla città (1963), dove si descrive una Napoli sconvolta dalla speculazione edilizia in un intreccio tra potere politico e interessi economici.

SABATO 29 APRILE ORE 20,30 : LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI, di Nanni Loy, 1962

Film di taglio storico-documentario per la rappresentazione la più fedele possibile delle vicende avvenute a Napoli negli ultimi cinque giorni dell’occupazione nazista. Attraverso le storie personali, a partire di quella drammatica del giovanissimo eroe –scugnizzo, o del ruolo determinante dell’ufficiale dell’esercito italiano, che porterà a termine la trattativa per l’evacuazione, restando nell’anonimato. Quello che emerge da questo film di ricostruzione storica è anche la determinazione del popolo minuto napoletano che troverà con uno scatto di orgoglio, la forza di ribellarsi, riscattando con gesta eroiche, anni di apatìa e di assuefazione al sopruso. L’insurrezione di Napoli, la prima città d’Italia a scacciare da sola i nazisti, proprio perché non vi fu concorso di organizzazioni e partiti, ma movimento spontaneo di popolo, è stata in qualche caso emarginata dal discorso complessivo della lotta di liberazione. Il film le restituisce grande dignità e testimonia che la partecipazione corale della popolazione, con tanti piccoli gesti eroici, riuscì a mettere in difficoltà il potente esercito occupante costringendolo a lasciare la città. Durata 116 minuti.

DOMENICA 30 APRILE ORE 20,30 : LO SGARRO, di Silvio Siano, 1962

Con l’inizio degli anni sessanta, il neorealismo si avvia verso il suo declino, anche se resiste in alcuni ambiti, come quello campano, dove registi come lo stabiese Silvio Siano con Lo sgarro (1962) e La donnaccia (1964) e Francesco Rosi con La sfida (1958), raccontano vicende ambientate in un sud ancora stordito dalla guerra, in balìa di pregiudizi e prepotenze di stampo camorristico, che fa fatica ad avviarsi verso la modernità. Film che con le loro vicende sono anche una denuncia sociale per il prevalere di corruzione e violenza, nell’assenza di un ordine garantito dalle istituzioni non ancora consolidate.
Lo sgarro, girato in esterni anche a Gragnano, aveva visto una larga partecipazione di comparse locali, come era d’abitudine nei film di Siano, che riusciva a coinvolgere tutta la cittadinanza in una esperienza collettiva che ancora rivive dopo tanti anni. E’ stato quindi una grande privazione per i tanti figuranti che, dopo una prima rappresentazione del film, per la rapida scomparsa dai circuiti cinematografici, non sono più riusciti a rivederlo. Siamo quindi grati agli amici di Palma Campania, altro comune in cui furono girati gli esterni, Savino Carrella e Pasquale Gerardo Santella, che con le loro ricerche hanno recuperato una riproduzione del film, permettendoci di riviverlo più che di rivederlo. Molte saranno infatti le esperienze rivissute, gli episodi con protagonisti anche parenti ormai scomparsi, e probabilmente sarebbe vano il tentativo di riportare il discorso solo sul suo valore sociale, di denuncia della camorra agraria, o sugli aspetti tecnici che pure meritano di essere rimarcati.
Come da copione dei film neorealistici la vicenda troverà un finale ottimistico per il futuro, con il riscatto dell’intera popolazione dalla prepotenza camorristica, non senza passare dai drammi delle violenze e della sopraffazione, fino all’episodio scatenante della rivolta. Un canovaccio che di lì a poco sarà seguito nei cosiddetti film western all’italiana.
Una gradita sorpresa per i gragnanesi sarà anche rivedere quasi incontaminati molti dei luoghi delle riprese di 45 anni fa : la piazza San Leone, la via Lombardi, il ponte per Agerola e la via Grado, gli scorci di Caprile e San Giuseppe, e la stazione ferroviaria, dove emblematicamente inizia e termina la vicenda. Manca oggi solo l’orologio nella stazione e la tettoia del deposito merci.
Tra gli interpreti : Gérard Blain (Paolo), Luisa Conte (Nannina), Ettore Annunziata (Turi), Giacomo Furia (Ciro), Ubaldo Granata (don Michele), Gordana Miletic (Rosaria), Saro Urzì (Carmelo), Charles Vanel (don Vincenzo).
Regia Silvio Siano (Castellammare di Stabia 1921, Roma 1990). Durata 84 minuti. Fu vietato ai minori di 16 anni.