Proiezione Sabato 6 Agosto 2005 ore 21, piazzale della Basilica di Maria SS. di Costantinopoli a Gragnano. In collaborazione con l’Associazione teatrale Maria SS. di Costantinopoli. Questo film, girato in esterni anche a Gragnano nel 1961, con la partecipazione di numerose comparse locali, è stato oggetto di ricerca per molti anni. All’indomani della sua proiezione nei circuiti napoletani, il film praticamente scomparve dalla circolazione ed inutili ed infruttuosi si rivelarono tutti i tentativi di rintracciarlo. Ora grazie alla ricerca fatta dagli amici di Palma Campania, siamo in grado di riproporlo ai gragnanesi ansiosi di rivedersi da giovani o di rivedere propri parenti scomparsi, o agli emigranti che come ogno estate ritorneranno a Gragnano, trovando una gradita sorpresa. Gli amici di Palma Campania, i professori Gerardo Pasquale Santella e Savino Carrella, hanno realizzato una apprezzabile ricerca, anche di tipo culturale e sociologica, su tutta la produzione cinematografica del neorealismo campano, dai film del regista stabiese Siani, che firmò il film Lo Sgarro, al film di Francesco Rosi La Sfida che lo precedette nel 1958, in cui si racconta la storia di Pascalone e Nola e Pupetta Maresca. Entrambi i film trattano della camorra agraria degli anni cinquanta, e sono uno spaccato neorealistico sulla realtà delle nostre campagne soggette alla prepotenza camorristica. I nostri soci Giusppe Mosca e Pasquale Iozzino hanno contribuito alla ricerca iconografica, ritrovando l’edizione francese del film e raccogliendo le numerose locandine originali che verranno esposte nella serata della proiezione. Sarà infine proiettato un documentario sui luoghi dei film, comer’erano e come sono oggi. La bellissima piazza San Leone con i calessi addobbati per la festa, lo slargo di via Lombardi con il palazzo Girace, l’apertura e la chiusura del film con la nostra stazione, la scena cruenta sul ponte per Ageola, la via Grado, ci fanno ritornare agli inizi degli anni sessanta, e fortunatamente questi luoghi sono rimasti quasi intatti, una Gragnano ferma a quarantacinque anni fa. Dal libro “Lo Sgarro. Cronaca di un film perduto e ritrovato” di Savino Carrella e Pasquale Gerardo Santella. TITOLI DI TESTA: Giovanni Addessi presenta Gerard Blain in LO SGARRO con: Gordana Miletic Ubaldo Granata Saro Urzi Luisa Conte Pasquale Martino Piero Palermini Giacomo Furia Nino Vingelli e con Charle Vanel E per ordine alfabetico: Ettore Annunziata, Nello Ascoli, Pasquale Cennamo, Flora Gallo, Antonietta Genovesi, Rino Genovesi, Amedeo Girardi, Giosuè Ippolito, Ubaldo Maestri, Arturo Maghizzano, Antonio Menna (c.s.c.), Michele Vigilante e la piccola Mena Granata Soggetto e sceneggiatura: Silvio Siano Mario M. Di Nardo Sabatino Ciuffini Architetto: Franco Mancini Costumista: Luciana Marinucci Truccatore: Franco Titti Segretarie di edizione: Franca Carotenuto e Giulietta Jannaccone Direttore Amministrativo: Nino Di Giambattista Ufficio Stampa: Anna Bontempi Aiuto regista: Romolo Girolami Assistente: Vittorio Melloni Assistente al montaggio: Mariella Ercoli Assistenti alla produzione: Marcello Papaleo, Franco Manco, Aldo Passalcqua (c.s.c.) Operatori: Arturo Zavattini, Mario Cimini Tecnico del suono: Umberto Piscistrelli Musica: Gino Paguri Edizioni Musicali C.A.M. Roma Direttore di produzione: Luigi Giacosi (a.d.c.) Direttore della fotografia: Toni Secchi Una co-produzione italo-francese G. A. Cinematografica U. G. Cinematografica s.f.l. Comptoir Francaise Du Film Productions Realizzata da Ubaldo Granata Regia: Silvio Siano Il film è stato realizzato negli stabilimenti De Polis-Incir. Roma Pellicola P.30 Negativi e positivi Effetti ottici S.P.E.S. direttore E. Catalucci Sincronizzazione N.I.S. Registrazione sonora Westrex Tutti i personaggi e gli eventi di questo film sono immaginari. Ogni riferimento a fatti della vita reale è puramente casuale. Un film prodotto da Giovanni Addessi. RECENSIONI: Dal quotidiano Roma, 13 gennaio 1962 a firma E.G.: “Lo sgarro” è un film non peggiore di tanti altri sostenuti da attori comici di grido.Ha una certa importanza sociale poichè, al pari de “La sfida”, denuncia una forma di camorra rurale sul mercato del bestiame nelle campagne meridionali. Paolo, un giovane paracadutista, ritorna dal servizio militare, e trova le campagne natie danneggiate da una vastissima banda capitanata da un certo Don Michele, la quale tiranneggia i contadini. Venuto all’azione, Paolo stabilisce in sè stesso che nella vita bisogna dominare e non essere dominati,e passa nella banda di Don Michele, guadagnando molto denaro, il che gli permetterà, a suo avviso, di sposare finalmente la fidanzata e di vivere potente e felice. Il padre, Don Vincenzo, non approva la sua condotta e lo scaccia di casa.Viene il momento che Paolo è costretto a rivolgersi contro la propria famiglia: dieci capi bovini dei quali Don Michele ha bisogno per il suo sinistro commercio, sono proprio di Don Vincenzo. Ed ecco che Paolo, costretto a portare la prepotenza e forse le armi contro la propria famiglia si rifiuta; in una parola sgarra. Ne deriva una gran rissa durante la quale Don Michele resta morto, con gran sollievo dei contadini, e tutto si chiude nel migliore dei modi, mentre tutta la contrada ritorna al lavoro tranquillo, e Paolo fa la pace con la fidanzata che lo aveva piantato per le sue avventure campestri. Film munito di ritmo, di soluzioni drammatiche, di discreta regia, e interpretato da un buon nerbo di attori napoletani, fra i quali Luisina Conte,Amedeo Girard, Pasquale Martino, Giscomo Furia, Nino Vingelkli, oltre beninteso, che da Gérard Blain, il giovane interprete de “Il gobbo”, e da Charles Vanel, Gordana Miletic, Rino genovese. Buona la fotografia. Dal quotidiano Il Mattino, 13 gennaio 1962 a firma V.R.: Silvio Siano, regista de “Lo sgarro”, è al suo primo film. Di lui non so altro, ma esaminando il suo lavoro al lume di un giudizio che intenda tener conto di questa sua acerba esperienza, debbo riconoscere che “Lo sgarro”, anche se non ha quel rigore di stile che ebbe, per esempio, “La sfida”, dalla quale “Lo sgarro” discende, anche se è raccontato con una certa rozzezza, senza alcuna preoccupazione di eliminare quei caratteri popolareschi che il film conserva, rivela, tuttavia, una esuberanza, una generosità, un cuore che riescono a dare alla narrazione una sua concitata drammaticità. E il film si vede volentieri, anche perchè interpreta il sentimento popolare che vuole assistere al trionfo del bene sul mare, come accadeva nelle nostre indimenticabili sceneggiate di un tempo. Siamo in un paese, presumibilmente nei dintorni di Napoli, dove un prepotente esercita il diritto del più forte, imponendo la sua legge, quella che egli si è fatta con l’aiuto della sua guardia del corpo, nel mercato delle carni. Il paese, dove è quasi inesistente la tutela dell’ordine, affidata a pochissimi agenti che non si vedono mai nel film, sopporta tutte quelle angherie perchè sa di essere dalla parte del più debole. Ma un giorno vedendo una bambina cadere uccisa dalle raffiche di quei prepotenti, gli abitanti del paese riescono a trovare l’energia necessaria per insorgere, per rivoltarsi contro l’uomo che li ha dominati per tanto tempo. E noi assistiamo alla sommossa popolare, forse un pò ingenuamente espressa ma sempre con spontaneo calore, alla fuga di quegli sciagurati che vengono inseguiti dalla folla e alcuni uccisi. Il bene non può non trionfare. E’ una legge eterna alla quale gli autori del film si sono richiamati, sapendo di fare cosa gradita al pubblico. Di rilievo l’interpretazione di Gérard Blain, di Charles Vanel, di Saro Urzì, di Ubaldo Granata, di Luisa Conte e della tenera, quasi evanescente Gordana Miletic. Bianco e nero.

Nato a Castellammare di Stabia il 12.08.1921, morto a Roma il 04.05.1990.
Filmografia:
Napoli eterna canzone (1949)
Fuoco nero (1951)
Soli per le strade (1953)
Saranno uomini (1956)
Lo sgarro (1962)
La donnaccia (1964)
La vedovella (1964)
Agente X 77: ordine di uccidere (1965)
Silvio Siano fu anche sceneggiatore e direttore di produzione in numerosi altri film.