SABATO 3 DICEMBRE  2004 – BIBLIOTECA COMUNALE – GRAGNANO

RICORDANDO ALFONSO MARIA DI NOLA

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Si è svolto il 3 Dicembre 2004 presso la Biblioteca Comunale di Gragnano il primo Convegno di studi antropologici intitolato “Ricordando sempre Alfonso Maria Di Nola”.

Dopo l’indirizzo di saluto della Direttrice della Biblioteca Rosa Sorvillo, il Presidente Giuseppe Di Massa ha presentato il Centro Culturale, le sue finalità e ha introdotto la figura di Alfonso Maria Di Nola.

A seguire vi sono state le relazioni dell’Avv. Franco Sorvillo, del prof. Salvatore Ferraro, del rev. don Antonio Cioffi, delegato dell’Arcivescovo di Sorrento-Castellammare per la Cultura e i Beni Culturali ed infine del prof. Alfonso Di Maio dell’Università Federico II.
Il Presidente Giuseppe Di Massa, nel concludere e salutare i numerosi partecipanti tra i quali gli studiosi stabiesi proff. Giuseppe D’Angelo, Giuseppe Centonza, Ciro Abagnale, il dr. AntoninoDi Vuolo,direttore della Biblioteca di Castellammare, il dr. Antonio Ferrara, Presidente del Comitato per gli Scavi di Stabiae,e i rappresentanti delle altre Associazioni socioculturali di Gragnano, si è augurato di riuscire a stampare gli ATTI di questo Convegno, cui si spera di poter dare una cadenza annuale.

Relazione di Giuseppe Di Massa, presidente del centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari

È questa di oggi la prima manifestazione pubblica della nostra Associazione che vuole riunire gli appassionati di storia e di cultura in generale, affinché dal libero confronto e dalla condivisione delle esperienze dei singoli, possa maturare una approfondita conoscenza del passato onde poter porre le basi di un futuro più consapevole. Spesso questo passato è misconosciuto o calato nella leggenda e nell’errore: ora che ci sono maggiori possibilità di accesso alla conoscenza, una cultura generalizzata aperta al confronto, questa opera di riscrittura e di approfondimento è doverosa e possibile. Ci auguriamo anche di poter progressivamente avvicinare i giovani studiosi e per questo siamo aperti e disponibili. Uno dei cardini della nostra Associazione è infatti la messa a disposizione di tutti delle nostre conoscenze, dei nostri documenti, dei nostri piccoli o grandi archivi personali, delle nostre tante collezioni di interesse storico e documentaristico. È questo lo spirito che personalmente mi ha animato anche nel passato: portare il più presto possibile e nel modo più completo possibile, quanto scoperto, o riscoperto, alla conoscenza di tutti. E i tanti soci o collaboratori esterni condividono questa impostazione e questa speranza. La storia della nostra comunità e di quella del circondario dei Monti Lattari non è fatta solo di fatti che hanno spesso coinvolto le popolazioni locali con intromissioni esterne, ma è fatta anche di decisioni autonome delle comunità che spesso, anche contro il proprio interesse, hanno optato per decisioni eticamente o moralmente, prevalenti su quelle opportunistiche od economiche. Così è stato nell’89 avanti Cristo, per la scelta del campo sannita nella guerra sociale contro la potenza romana, o per l’appoggio alla rivolta di Masaniello nel 1647, contro lo strapotere dei viceré spagnolo o per l’iniziale appoggio alla utopistica Repubblica Napoletana nel 1799 e alla successiva insurgenza contro le prepotenze francesi, non esitando in nome dei propri ideali e delle proprie convinzioni a soccombere quasi sempre sotto la maggiore e prevedibile violenta reazione. Questa storia è anche fatta di contesti, non solo in relazione alle comunità dei dintorni con le quali si è spesso interagito, ed ecco quindi l’aggiunta dei Monti Lattari al nome di Gragnano, ma anche in relazione ai fatti che dall’esterno di questo territorio ne hanno comunque condizionato nel bene e nel male, l’esistenza e lo sviluppo. Dopo lunghe discussioni, non lo nascondiamo, abbiamo alla fine anche deciso che la nostra Associazione andava intitolata ad Alfonso Maria Di Nola. Una figura di studioso rigoroso, dalla profonda umanità, conosciuto anche a livello internazionale nel campo dell’Antropologia Culturale, in specie quella religiosa e delle tradizioni popolari. Originario di Gragnano, ha trascorso la sua giovinezza nel bel palazzo di piazza Aubry, poi una volta sposato si costruì una piccola villa dalle sobrie forme in via Vittorio Veneto che allora era la “via della Bellezza”, ricordata nostalgicamente come un viale delimitato da alberi di mimose che si affacciavano sulla sottostante romantica linea ferroviaria, con sullo sfondo il mare e il Vesuvio. Alfonso Maria Di Nola è probabilmente la figura più importante del mondo della cultura che il nostro territorio possa vantare, e sotto questo aspetto, appare naturale che gli intitolassimo la nostra Associazione. Altri interventi seguiranno di studiosi e di conoscenti di Di Nola, che vi parleranno in modo approfondito delle sue ricerche, del suo modo di intendere l’antropologia e dei suoi metodi di insegnamento oltre che della sua biografia. Molti amici e conoscenti stanno intanto arricchendo con notizie e aneddoti la vicenda personale e umana dello studioso, e ci auguriamo poi di poterle rendere note con una pubblicazione. Ma le riserve, legittime di alcuni, riguardavano le simpatie politiche di Di Nola, notoriamente collocato nella sinistra, anche se non appartenente ufficialmente a nessun partito, e quindi al pericolo che venissimo indicati, come pure è stato fatto in questi giorni, come un covo di comunisti. La realtà è ben diversa, come testimoniano le storie personali dei tanti soci collocati politicamente in tutto l’arco costituzionale, e la motivazione che ha alla fine fatto propendere comunque per questa scelta, era la modesta conoscenza sul territorio di questa personalità culturale di grande spessore, non solo tra la gente comune, non solo tra gli studenti, ma anche in ambienti acculturati e nel corpo dei docenti. Come se una pesante cappa di silenzio avesse ricoperto per questa città di Gragnano la sua vicenda umana e culturale. Era un torto al quale come cittadini di Gragnano, appassionati alle cose di cultura e soprattutto di storia, dovevamo porre rimedio: tutto il resto, anche i rischi di cui parlavo prima, non contavano più. È stata alla fine una scelta consapevole e unanime di cui siamo tutti orgogliosi. Questo primo convegno, al quale ci auguriamo seguiranno altri con una cadenza annuale, ha lo scopo non solo di far conoscere Di Nola ai giovani, ma anche di aprire una breccia culturale in questa città, così restìa a questi tipi di interesse, oserei dire così apatica e indolente agli stimoli culturali in genere, dai sentimenti spesso cinici, indifferenti e ignavi. L’Antropologia potrà aiutarci in questo tentativo. È un compito questo di stimolare le energie positive, le menti più aperte, più disponibili al confronto e all’impegno, apparentemente difficile o impossibile, ma accettiamo la sfida. Non è una sfida eroica, ma di gente comune, per noi è come per una candela accesa, non ci costa niente farne accendere un’altra prima di spegnersi.