12291288_10205354904287743_5619791974485391860_oIL PROBLEMA DELLE FOGNE. Circa 40 anni fa, fu emanata la Legge Merli che dettava i parametri fisico-chimici-biologici massimi tollerati nelle acque di scarico dei singoli utenti, sia immessi in fogna che direttamente nei corsi d’acqua. Cominciava l’era dei depuratori. Alcune aziende si misero in regola, altre non lo sono neanche ora, a distanza di tanti anni sono tuttora fuorilegge. Il nostro torrente dai tre nomi ( Vernotico nel primo tratto collinare, Rio di Gragnano fino al confine di Castellammare, poi San Marco fino alla foce), è stato classificato nel piano di disinquinamento del Golfo di Napoli (generale Jucci, comm. del Governo) come Torrente e quindi non sono ammesse opere di disinquinamento, né altro tipo di acqua che non sia meteorica o di sorgente. Quindi non può assolutamente ricevere acqua di scarichi fecali o industriali. Fatta questa premessa, dobbiamo pensare a come risolvere la situazione attuale di immissione proprio di questi scarichi. La risposta è una sola: completare la fognatura! Ma dato che ci sono problemi gravi di tempi e di burocrazia, perchè il vincitore della gara d’appalto di 8 milioni di Euro, ha deciso dopo aver realizzato a suo dire il 70% delle opere, di rinunciare all’incarico. Per riprendere i lavori, l’Arcadis, agenzia regionale che dovrebbe curare il sistema fognario, a tre anni da quella disdetta non ha trovato il tempo di eseguire una ricognizione delle opere effettivamente eseguite e procedere allo scorrimento della graduatoria dell’appalto per verificare se ci sono aziende interessate a subentrare. Cosa a mio giudizio, difficile, perché si tratta di un appalto di molti anni fa (tra l’altro vinto con ribasso del 42%!), perché i lavori da farsi ancora sono i più difficili e costosi ( quote da recuperare, sistemi di pompe, raccordi tra i vari tronchi ecc), infine perché i prezzi dopo tanti anni non sono più congrui. Quindi bisogna ricominciare con una nuova gara e con nuovi prezzi, ovviamente dopo aver accertato quali sono i lavori effettivamente da completare e lo stato dei tronchi realizzati: passeranno anni! A proposito di quest’ultimo punto sullo stato del realizzato, credo che in tutti questi anni le tubazioni si siano riempite di materiale vario, forse cementato. Spero di no, ma sono preoccupato anche per il fatto che le tubazioni realizzate sono di una sezione ridicola in rapporto al volume di reflui da trasportare. Allora ecco che, in attesa di tutto questa matassa da dipanare, abbiamo avanzato una proposta di buon senso e realizzabile ad horas: mettere in funzione i tronchi realizzati, quelli dei comuni a monte di Gragnano e delle frazioni collinari, oltre che quello della Valle dei Mulini. E’ vero che sposterebbe il problema più a Valle, ma non aumenterebbe le quantità. Inoltre permetterebbe di disinquinare in tempi brevi sia le frazioni agricole collinari, sia la Valle. Poi potrebbe cominciare il censimento delle abitazioni sparse che scaricano illegalmente nel terreno, con quali rischi d inquinamento della falda acquifera è facile prevedere. Alla base dei Monti Lattari in territorio di Gragnano, viene pompata l’acqua per numerosi comuni limitrofi, quindi è una ipotesi da scongiurare al più presto, anche per i risvolti negativi, spaventosamente negativi, se dovesse accadere, un inquinamento della falda acquifera. Quindi non siamo degli ambientalisti allarmisti, ma persone che amano il proprio territorio e i prodotti di eccellenza che esso produce. Li vogliamo tutelare e proteggere e ci auguriamo che al nostro fianco, in questa battaglia di sopravvivenza, si schierino tutti coloro che finalmente comprendono quello che diciamo, inascoltati, da tempo.

di G. Di Massa

foto di S.Donnarumma