SEGNALAZIONE DELLA PERICOLOSITA’ DEL DEPOSITO DI NUMEROSI CONTAINERS COLMI DI RIFIUTI

2009. SEGNALAZIONE DELLA PERICOLOSITA’ DEL DEPOSITO DI NUMEROSI CONTAINERS COLMI DI RIFIUTI INDIFFERENZIATI IN UN FONDO IN VIA PETRELLONI A GRAGNANO, SIN DAL 2001. LA SEGNALAZIONE E’ STATA INVIATA DOPO IL MANCATO INSERIMENTO DEL SITO DI GRAGNANO DALL’ELENCO DI 37 SITI DA BONIFICARE IN CAMPANIA.
LA SEGNALAZIONE E’ STATA INVIATA A:
Sottosegretario Bertolaso, Prefetto di Napoli, Direttore ASL NA 5, Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Carabinieri di Gragnano.

NOTA: I containers sono stati portati via nel 2013.

container monnezza

container monnezza 2

Tesseramento 2009

E’ pronta la tessera 2009 il cui importo associativo abbiamo reso libero per favorire una maggiore partecipazione, soprattutto dei giovani. L’importo raccolto, come al solito, servirà a coprire le spese di pubblicazione del calendario, sempre più onerose, purtroppo.

Auguri per le prossime festività e Buon Anno 2009.

V Convegno di Antropologia

SABATO 25 OTTOBRE 2008 – ISTITUTO SUPERIORE DON MILANI-GRAGNANO
IL CULTO DEL SERPENTE: I SERPARI DI COCULLO

INTERVENTI:

Il 25 Ottobre 2008 Presso L’ ‘Istituto Di Istruzione Superiore Don Lorenzo Milani In Via Santa Croce, Si E’ Svolto Il V° Convegno Di Antropologia In Onore Di Alfonso Maria Di Nola, Sul Rito Dei Serpari Di Cocullo E Il Culto Di San Domenico. Dopo I Saluti Del Dirigente Scolastico Prof. Catello Maresca E L’introduzione Del Prof.Vincenzo Liguori Jr, Vi E’ Stata La Proiezione Di Un Filmato Sul Culto Di Cocullo. Grande La Partecipazione E L’interesse Dei Giovani Studenti.
In Seguito Vi Sono Stati Interessanti Interventi Del Prof.Giovanni Pizza Dell’universita’ Di Perugia E Del Prof. Emiliano Giancristoforo Del Centro Studi Antropologici Alfonso Maria Di Nola Di Cocullo.
Il Presidente Del Centro Di Cultura E Storia Di Gragnano E Monti Lattari, Ugualmente Intitolato A Di Nola, Giuseppe Di Massa, Ha Ringraziato Per La Larga Partecipazione E Per L’ottima Organizzazione I Proff. Gerardo Sorrentino Del Don Milani E Ireneo Bellotta Del Centro Etnoedemoantropologico Di Roma.
Ha Raccolto L’invito Ad Una Manifestazione Congiunta Con Il Centro Di Cocullo, Auspicando Il Coinvolgimento Delle Istituzioni, Delle Associazioni Del Territorio E Delle Scuole, Non Solo In Questo Progetto Ma Anche Nella Stampa Degli Atti Dei Cinque Convegni Gia’ Realizzati, Che Hanno Permesso Di Acquisire Una Grande Mole Di Informazioni E Documenti Sullo Studioso Di Nola.

“San Domenico è sentito come un personaggio che domina una salvazione non solo contro i serpenti, i morsi di animali velenosi o rabbiosi, ma che determina una salvazione di carattere universale contro i mali del mondo.  Possiamo dire, in sintesi, che il nostro tipo di civiltà post-industriale, ci lancia in un tipo di incertezza totale, di esposizione esistenziale, di mancanza di radici che determinano delle nevrosi e delle crisi esistenziali soprattutto nei giovani. Il ritorno alla festa, il ritorno ai culti dei grandi santi popolari del paese è un tentativo di recupero delle radici storiche che appartengono alla nostra storia perchè, identificandosi in un modello, raggiungono quel tipo di sicurezza che la società nella quale viviamo non ci dà: la festa è una garanzia di uscita dalle crisi esistenziali ed è un mezzo attraverso il quale i cocullesi o l’abruzzese, disperso nelle grandi città anonime nelle quali non sa trovare il suo habitat esistenziale, ritrova invece un modo storico di essere: è un recupero della storia. Qui a Cocullo, ma in tanti paesi d’Italia, si verificano fenomeni di diretto rapporto tra le popolazioni peregrinanti e queste figure di santità, di potenza taumaturgica come San Domenico. Ora, quando noi studiamo i fatti di religione in Italia e li studiamo non soltanto a livello popolare ma, diciamo, secondo la vecchia terminologia gramsciana, a livello egemone, cioè la religione dei dotti, ci accorgiamo subito che vi sono delle differenze fondamentali e questa differenza è forse nel fatto che nella religione popolare la figura di Dio è estremamente distante. Vi è una gerarchia delle potenze il cui primo approccio è rappresentato proprio dal santo locale, del santo protettore oppure del santo patrono che ci difende dalle malattie o che difende dai terremoti. Il che non significa che queste popolazioni o altre popolazioni d’Italia vivono in un clima di irreligiosità, che negano Dio. Significa che loro realizzano il loro modo di essere religiosamente e di seguire certe valenze etiche forse più intense di quelle che non si vivono nelle città attraverso un rapporto diretto, carnale con il santo locale.

Alfonso Maria Di Nola

INTERVENTI:

Alfredo Maresca, Dirigente Scolastico Don Lorenzo Milani

Vincenzo Liguori jr, docente presso il Don Milani

Giovanni Pizza, professore dell’Università di Perugia

Emiliano Giancristoforo, Centro di Cocullo

Giuseppe Di Massa, presidente Centro di Cultura di Gragnano

CONSEGNATA ALLA SOPRINTENDENZA BB.AA.SS. DI NAPOLI L’APPELLO PER LA CIMINIERA FIRMATO DA CENTINAIA DI CITTADINI DI GRAGNANO.

TESTO DELL’APPELLO FIRMATO.

ALLE ISTITUZIONI, ALLE ASSOCIAZIONI E AI CITTADINI DI GRAGNANO.

SALVIAMO L’ULTIMA CIMINIERA DEGLI ANTICHI PASTIFICI DI GRAGNANO.

I lavori di ristrutturazione e cambiamento di destinazione d’uso in atto in quasi tutti gli ex pastifici di Gragnano, stanno facendo scomparire gli ultimi elementi architettonici riconducibili ai nostri antichi pastifici. Non è solo un problema di legibilità architettonica, ma si tratta della memoria storica della nostra Città. del ricordo dei nostri imprenditori pastai e delle migliaia di operai gragnanesi che in questi edifici hanno messo in campo tutta la loro maestrìa e sacrificata spesso tutta una vita di duro lavoro. Per rispetto di tutto questo, chiediamo che l’ultimo simbolo architettonico, visibile e riconoscibile pur nello scempio urbanistico della Città avvenuto nel dopoguerra, sia risparmiato e pertanto sia salvaguardata l’ultima ciminiera salvatasi, quella dell’ex pastificio Alfonso Garofalo, che come è noto, era il più grande di Gragnano. Invitiamo tutti quelli che possono intervenire istituzionalmente ma anche tutte le associazioni e i cittadini, alla massima attenzione e a sottoscrivere la petizione in tal senso, per rimarcare la volontà della Città a voler conservare e valorizzare l’ultimo simbolo di una parte così significativa della nostra storia. Gragnano, 26 settembre 2007.

EMERGENZA SPAZZATURA: APPELLO DEL COMITATO GRAGNANO CHE VIVE

La nostra associazione ha partecipato, come già accaduto sul problema dell’apertura dell’Ospedale di Gragnano, alle numerose iniziative per risolvere il problema della spazzatura di Gragnano. Per questo abbiamo aderito, insieme ad altre associazioni di volontariato del territorio, al Comitato “GRAGNANO CHE VIVE”.

Ai Cittadini di Gragnano

Si informa la cittadinanza che l’11 Aprile 2007 si è costituito il Comitato Cittadino “GRAGNANO CHE VIVE“.
Ad essa hanno aderito le seguenti associazioni: Ass. “Pro-Natura”, Ass. “Iuris“, Ass. “O.n.l.u.s.”, Ass. Culturale “Alfonso Maria Di Nola”, Ass. “Oreste Lizzadri“, Ass. “Federconsumatori“, R.s.u. PastificioGarofalo, R.s.u. Pastificio Liguori, personale CGIL Scuola, Sindacato Pensionati – CGIL CISL UIL, ASCOM, A.C. “La Trafila”, Istituto Superiore “Don Milani“, Comitato Cittadino “Paride del Pozzo”; ad oggetto il miglioramento delle condizioni di vivibilità della città di Gragnanoin tutte le sue forme

pertanto

vista, la condizione di emergenza in cui versa il Comune di Gragnano a causa della mancata realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti dovuta a una inesatta gestione della stessa, il “Comitato”

ha deciso

di attivarsi per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza rifiuti, attraverso incontri informativi e con manifestazione di cui sarà data comunicazione.
Si comunica, inoltre, che il comitato è aperto alla cittadinanza e si riunisce tutti i giovedì alle ore 20:30 con sede temporanea presso il salone Oreste Lizzadri – CGIL, ubicato in via Roma 68, Gragnano.

Per contatti rivolgersi al 3497945067

Il Comitato Cittadino
Gragnano che Vive”

“Comitato Gragnano Che Vive”

 

Il sindaco, affacciato dal balcone della sua casa comunale, regna su una città piena diimmondizia… dove le malattie legate a precarie condizioni igienico sanitarie cominciano a dilagare e i cittadini sono soffocati da puzza e tasse da pagare sempre più onerose. Nascondersi dietro a disastri regionali non toglie la responsabilità alla nostra amministrazione.

 

La soluzione c’è:
raccolta differenziata seria,
compreso l’umido!

 

Non c’è più tempo da perdere.
I nostri bambini hanno bisogno di essere tutelati.
È in gioco la nostra salute.
E noi cittadini vogliamo le agevolazioni fiscali che otterremo con un’efficiente differenziata e la fine di una vergognosa emergenzagragnanese!

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI NAPOLI, DOTT. RICCARDO DI PALMA

Egregio Presidente,
Le scrivo a proposito del costituendo Museo della Pasta a Gragnano, per esternarLe il mio disappunto sotto il profilo storico-culturale, per l’infelice scelta dei locali in cui collocarlo. Locali che con la storia della pasta non hanno mai avuto niente a che fare!
Un Museo è innanzitutto un luogo della memoria, e lo è soprattutto nel caso di Gragnano, dove intere generazioni di imprenditori ed operai hanno impegnato la loro vita, i loro capitali, la loro cultura, per fare sempre più perfetto un prodotto come la pasta che si è imposto come uno degli alimenti più appetibili a livello mondiale. Una rivoluzione nelle abitudini alimentari di interi popoli con un trend positivo basato sulla qualità che continua ancora oggi, e in cui Gragnano ha svolto un ruolo di primo piano.
Proprio per questo andava posto una maggiore attenzione e sensibilità culturale sui luoghi in cui far rivivere una esperienza unica. Non una asettica e passiva esposizione di macchinari o pannelli tecnologici in cui illustrare i processi produttivi : questo si può fare in un altro centinaio di comuni italiani che hanno ugualmente diritto al loro museo della pasta, e lo si è già egregiamente fatto nel Museo Nazionale della pasta esistente già da anni a Roma.
A Gragnano andava assolutamente recuperato uno dei pastifici dismessi, con le sue strutture peculiari ancora esistenti, con il percorso mulino- selezione delle semole- impastatura- gramolatura- estrusione nelle trafile – incartamento – asciugaggio – confezionamento. Per immaginare queste operazioni fatte dai maccaronari di un tempo, lavoratori che con la loro maestrìa in tutte le fasi della lavorazione hanno fatto grande il nome di Gragnano in questo settore. Se potessero dire la loro su questo punto griderebbero in coro: Questa storia l’abbiamo fatta noi!
E allora chiediamoci perché gli edifici degli antichi pastifici di Gragnano vengono proprio in questi mesi trasformati in altro, pur avendo le caratteristiche per poter essere parzialmente trasformati in un museo. Anche l’ultimo di essi, l’ex pastificio Alfonso Garofalo, il più grande dei pastifici di Gragnano all’inizio del novecento, oggetto negli anni scorsi di un positivo studio di fattibilità, aspetta ancora oggi di conoscere il suo destino come un muto testimone della sua antica operosità.
Costruzione ancora pregevole con la sua cortina architettonica esterna, la sua alta ciminiera, i suoi interni in cui sono ancora leggibili le fasi della lavorazione e pare quasi vedervi aggirarsi quegli operai che fondarono alla fine dell’ottocento la prima Camera del Lavoro italiana, quella Lega Mugnai e Pastai di Gragnano, che precedette di pochi mesi la nascita di quelle di Milano e Piacenza, quegli operai che lottarono per ottenere nel 1902 la giornata lavorativa di 12 ore, che imposero, guidati da un giovanissimo Oreste Lizzadri il diritto all’attività sindacale nelle fabbriche. Ma anche di quegli imprenditori che seppero adottare le nuove tecnologie e che hanno poi permesso la sopravvivenza di questa arte, e che in questi ultimi anni hanno finalmente capito che solo puntando sulla qualità potevano assicurarle un futuro. Una storia fatta da uomini veri, forgiati dalla dura vita lavorativa, che merita di essere ricordata nei luoghi in cui vissero e che a Gragnano sono ancora numerosi, non quindi un involucro qualsiasi in cui racchiudere macchinari o fotografie.
Ora mi auguro che un ripensamento sulla sede del Museo sia ancora possibile, e che si apra un dibattito anche con il mondo della cultura che ha consentito di salvaguardare in questi anni la memoria storica della Città, di tenere viva nei giovani la consapevolezza delle proprie origini.
Francamente anche questa operazione della Provincia che compra dal Comune di Gragnano i locali di cui è proprietario per realizzare il Museo, mi appare oltre che incomprensibile anche umiliante per la Città , che se non riesce a realizzare un Museo della Pasta in uno dei tanti pastifici dismessi, disinteressandosi di essi e abbandonandoli alla speculazione edilizia, dimostra che non ha considerazione per la propria memoria storica e suscita un’angosciosa prospettiva per il proprio futuro.

Gragnano, 4 Novembre 2007

Giuseppe Di Massa
Presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria Di Nola” Sede: via Forchetelle, 6 – 80054 Gragnano – e-mail: info@centroculturalegragnano.it