Gragnano: la Madonna del Carmine e la tela da liberare

tela madonna del Carmine Gragnano

La grande tela originale della Madonna del Carmine di Gragnano non è visibile in quanto relegata nelle scale interne che conducono all’ex monastero. Una prigionia che perdura ormai dall’inizio del Novecento quando il soffitto della chiesa fu rifatto e la tela fu lasciata lì a causa della sua grandezza difficile da gestire. Al suo posto fu messo una nuova e più piccola tela della Madonna del Carmine. Il dipinto originario rappresenta San Simone Stock che riceve il primo scapolare dalla Madonna del Carmelo.

In basso a sinistra sembra di scorgere una tomba aperta, mentre a destra vi sono rappresentati i committenti, che dagli abiti sembrano di fine Seicento o del Settecento. Al centro ci sembra di intravedere il Vesuvio in eruzione. La tela, strappata in alcuni punti, è ricoperta da uno strato di polvere. Credo che l’iniziativa di restaurarla intrapresa dal rettore don Gerardo, sostenuto da un gruppo di fedeli molto determinati, sia da apprezzare e da sostenere.

Questo dipinto è molto bello e merita di essere studiato e conosciuto meglio ma soprattutto di essere rimesso in chiesa.

di Giuseppe Di Massa

Gragnano: un convegno di antropologia per ricordare Alfonso Maria Di Nola

Gragnano ricorda Alfonso Maria Di Nola a vent’anni dalla sua morte.

Martedì 14 febbraio alle 10,30 presso la sala conferenze della biblioteca comunale di Gragnano si svolgerà un convegno di antropologia religiosa, imperniato sulla figura biblica di Ismaele, riconosciuta dalle tre religioni monoteiste. Tra i relatori ci saranno l’ imam  Nasser Hidouri e il professor Luigi Santopaolo docente di ebraico biblico.  Il Convegno è uno dei tanti organizzati dal Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari  – centro dedicato alla figura del grande antropologo gragnanese. All’evento parteciperanno anche gli studenti dell’istituto Don Milani, per l’occasione saranno distribuite gratuitamente le copie del “quaderno culturale” (storica pubblicazione del centro culturale) numero 11, appositamente dedicata alla vita e alle opere dello studioso gragnanese

Storico delle religioni e antropologo ha insegnato presso le università di Siena, Roma e Napoli. Dopo gli studi sugli apocrifi cristiani e sul misticismo ebraico, si è occupato di religiosità popolare, di folclore italiano e della figura del diavolo . Ha diretto l’Enciclopedia delle religioni, della quale ha redatto tutte le voci sulle religioni non cristiane. All’antropologia della morte e del lutto sono dedicati i lavori degli ultimi anni.

Nel 1989, dietro la spinta dei frequenti episodi di cronaca legati a fenomeni di intolleranza verso esponenti del mondo islamico in Italia ed immigrati del Nord Africa di religione musulmana, Di Nola scrive un libro (L’Islam, Roma, Newton Compton, 1989, II ed. 1998) con l’intento di fornire soprattutto ai giovani la possibilità di comprendere una realtà ricca e complessa, quella islamica, che non merita di essere identificata con l’intolleranza e il fanatismo ma portatrice di una cultura e di una religione grandi quanto quelle cristiana ed ebraica e che, quindi, disconoscere la loro valenza culturale significa vivere nell’ignoranza. Un libro quindi con un preciso obiettivo pedagogico più che un approfondimento della dottrina islamica a cui farà seguito la pubblicazione di una vita del Profeta Maometto (Maometto, Roma, Newton Compton, 1996).

“Di Nola era uno studioso di caratura internazionale e le sue opere ancora oggi sono studiate e diffuse in tutto il mondo. Per noi gragnanesi è un dovere ricordarlo. Da anni chiediamo che la biblioteca comunale sia dedicata a lui affinchè nuove generazioni di studenti e giovani intellettuali possano conoscerlo” ha dichiarato Giuseppe Di Massa, fondatore e presidente del centro di cultura.Alfonso maria di nola

Il Presepe di Gragnano nella Valle dei Mulini

Fin dal 1968 valenti artigiani gragnanesi allestiscono un artistico Presepe nei locali sottostanti il ponte della Conceria, il cuore della Città, dove inizia la Valle dei Mulini. Bellissimi scorci di paesaggio, ponti, cascate, scene agresti sono infatti ispirati proprio alla magica e incontaminata Valle dei Mulini.

Va anche evidenziato il ruolo determinante degli allestitori dell’associazione presepe e dei suoi animatori Pasquale Cesarano e Giuseppe Somma, la loro grande passione per questa attività, il sacrificio enorme di tempo e denaro, la fantasia e la creatività nello studiare ogni anno scenari e situazioni diverse, per far vivere il Presepe nella sua continua trasformazione.

Il successo fu immediato fin dai primi anni, e ancora oggi i tanti visitatori sono affascinati dalle scene di vita quotidiana di grande semplicità e umanità, rappresentati con tanta maestrìa. Riteniamo tuttavia che il segreto del grande successo di questo Presepe sia il coinvolgimento dei visitatori nell’atmosfera magica del Natale e dei luoghi in cui è abbendiato. Il Presepe di Gragnano, infatti, non si guarda, ma vi ci si immerge, attraversandolo e curiosando tra le botteghe in miniatura, i pastori, spesso vere e proprie opere d’arte del Settecento e dell’Ottocento, in un crescendo di scenari fiabeschi proprio per la grande naturalezza.