Aperto il tesseramento 2018 del centro di cultura e storia di Gragnano e monti Lattari

E’ aperto il tesseramento per il 2018 del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari Alfonso Maria Di Nola. Fondato nel 2004 ha realizzato ogni anno un Calendario Artistico e Storico con ca 1800 immagini di opere d’arte, spesso inedite, personaggi, cronaca culturale: una vera e propria enciclopedia sulla nostra Città. Numerosi i convegni culturali con la partecipazione di studiosi locali e nazionali. 15 i Quaderni Culturali finora realizzati, spesso distribuiti gratuitamente, specie nelle scuole. Partecipazione ad eventi culturali, alcuni dei quali realizzati in partenariato con altre associazioni e istituzioni scolastiche. Stiamo anche realizzando il restauro del Mulino Porta di Castello nella Valle dei Mulini. Diverse anche le brochure stampate e i libri realizzati. C’è quindi spazio di partecipazione e impegno per tutti.

Per contatti: 3498428548 Giuseppe Di Massa

Gragnano: la Madonna del Carmine e la tela da liberare

tela madonna del Carmine Gragnano

La grande tela originale della Madonna del Carmine di Gragnano non è visibile in quanto relegata nelle scale interne che conducono all’ex monastero. Una prigionia che perdura ormai dall’inizio del Novecento quando il soffitto della chiesa fu rifatto e la tela fu lasciata lì a causa della sua grandezza difficile da gestire. Al suo posto fu messo una nuova e più piccola tela della Madonna del Carmine. Il dipinto originario rappresenta San Simone Stock che riceve il primo scapolare dalla Madonna del Carmelo.

In basso a sinistra sembra di scorgere una tomba aperta, mentre a destra vi sono rappresentati i committenti, che dagli abiti sembrano di fine Seicento o del Settecento. Al centro ci sembra di intravedere il Vesuvio in eruzione. La tela, strappata in alcuni punti, è ricoperta da uno strato di polvere. Credo che l’iniziativa di restaurarla intrapresa dal rettore don Gerardo, sostenuto da un gruppo di fedeli molto determinati, sia da apprezzare e da sostenere.

Questo dipinto è molto bello e merita di essere studiato e conosciuto meglio ma soprattutto di essere rimesso in chiesa.

di Giuseppe Di Massa

Gragnano: presentazione del numero 7-8 della rivista cultura e società

Lo scorso 16 marzo presso la biblioteca comunale di Gragnano è stato presentato il “numero 7-8” della rivista Cultura & Società, edita dall’associazione “Cultura & Territorio” con la collaborazione del comitato per gli scavi di Stabia.

La presentazione, voluta fortemente da Giuseppe Di Massa presidente del Centro di Storia e Cultura di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria Di Nola” e autore di numerosi studi pubblicati nella rivista, è stata soprattutto l’ occasione per ricordare il direttore editoriale e Presidente dell’Associazione “Cultura & Territorio” Prof. Ciro Abagnale e ad un anno dalla scomparsa il Prof. Giuseppe D’Angelo.

presentazione rivista cultura e società 7 e 8

La rivista – che nacque nel 1983 nell’ambito del Distretto scolastico diretta dal prof. Ciro Abagnale – ospita lavori di studiosi che abbiano come oggetto il territorio dell’antico “ager stabianus”. Dall’archeologia alla storia dell’arte, alla storia locale alle recensioni di testi a stampa, la rivista Cultura & Società si propone la più ampia divulgazione culturale sul territorio.

Il numero 7-8 è stato pubblicato con la compartecipazione della Città di Castellammare di Stabia e del Comitato per gli Scavi di Stabia fondato nel 1950.

«Sono stati due i binari che hanno guidato la serata: cultura e ricordo.
Attraverso le parole di Giuseppe Di Massa si è aperta la discussione sulle attività, ormai trentennali, della redazione guidata fino allo scorso novembre da Ciro Abagnale. Dalle parole di Antonio Ferrara, presidente del comitato per gli Scavi di Stabia, che ha cofinanziato la pubblicazione, si è evinta la necessità di pensare in forma allargata ai territori che troppe volte soffrono di un isolamento che solo il fare rete potrebbe risolvere. A seguire sono stati tanti gli Amici che hanno voluto esprimere il loro pensiero sui cari scomparsi Ciro e Giuseppe D’Angelo, cofondatore della rivista e studioso di storia locale» scrive Maria Cristina Napolitano.

Il dibattito culturale è stato reso vivo grazie a Maria Rosaria De Simone che ha esposto il suo studio pubblicato nel numero riguardante la Chiesa di Sant’Eustachio nel terziere di Privati a Castellammare di Stabia, mentre Di Massa ha raccontato della tela della Madonna con Bambino attribuito a Sandro Botticelli è conservato a Santa Maria la Carità

Ringraziamo le famiglie Abagnale e D’Angelo per il supporto costante e il sindaco di Gragnano Paolo Cimmino, che ha concesso lo svolgimento della serata, il sindaco di Santa Maria la Carità Giosuè D’Amora che ha ribadito l’importanza del pungolo della cultura per i nostri territori.

presentazione rivista cultura e società n 7 e 8

“Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro.” (A. Camus)

Gragnano: un convegno di antropologia per ricordare Alfonso Maria Di Nola

Gragnano ricorda Alfonso Maria Di Nola a vent’anni dalla sua morte.

Martedì 14 febbraio alle 10,30 presso la sala conferenze della biblioteca comunale di Gragnano si svolgerà un convegno di antropologia religiosa, imperniato sulla figura biblica di Ismaele, riconosciuta dalle tre religioni monoteiste. Tra i relatori ci saranno l’ imam  Nasser Hidouri e il professor Luigi Santopaolo docente di ebraico biblico.  Il Convegno è uno dei tanti organizzati dal Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari  – centro dedicato alla figura del grande antropologo gragnanese. All’evento parteciperanno anche gli studenti dell’istituto Don Milani, per l’occasione saranno distribuite gratuitamente le copie del “quaderno culturale” (storica pubblicazione del centro culturale) numero 11, appositamente dedicata alla vita e alle opere dello studioso gragnanese

Storico delle religioni e antropologo ha insegnato presso le università di Siena, Roma e Napoli. Dopo gli studi sugli apocrifi cristiani e sul misticismo ebraico, si è occupato di religiosità popolare, di folclore italiano e della figura del diavolo . Ha diretto l’Enciclopedia delle religioni, della quale ha redatto tutte le voci sulle religioni non cristiane. All’antropologia della morte e del lutto sono dedicati i lavori degli ultimi anni.

Nel 1989, dietro la spinta dei frequenti episodi di cronaca legati a fenomeni di intolleranza verso esponenti del mondo islamico in Italia ed immigrati del Nord Africa di religione musulmana, Di Nola scrive un libro (L’Islam, Roma, Newton Compton, 1989, II ed. 1998) con l’intento di fornire soprattutto ai giovani la possibilità di comprendere una realtà ricca e complessa, quella islamica, che non merita di essere identificata con l’intolleranza e il fanatismo ma portatrice di una cultura e di una religione grandi quanto quelle cristiana ed ebraica e che, quindi, disconoscere la loro valenza culturale significa vivere nell’ignoranza. Un libro quindi con un preciso obiettivo pedagogico più che un approfondimento della dottrina islamica a cui farà seguito la pubblicazione di una vita del Profeta Maometto (Maometto, Roma, Newton Compton, 1996).

“Di Nola era uno studioso di caratura internazionale e le sue opere ancora oggi sono studiate e diffuse in tutto il mondo. Per noi gragnanesi è un dovere ricordarlo. Da anni chiediamo che la biblioteca comunale sia dedicata a lui affinchè nuove generazioni di studenti e giovani intellettuali possano conoscerlo” ha dichiarato Giuseppe Di Massa, fondatore e presidente del centro di cultura.Alfonso maria di nola

Gragnano: il problema delle fogne e la Valle dei Mulini

12291288_10205354904287743_5619791974485391860_oIL PROBLEMA DELLE FOGNE. Circa 40 anni fa, fu emanata la Legge Merli che dettava i parametri fisico-chimici-biologici massimi tollerati nelle acque di scarico dei singoli utenti, sia immessi in fogna che direttamente nei corsi d’acqua. Cominciava l’era dei depuratori. Alcune aziende si misero in regola, altre non lo sono neanche ora, a distanza di tanti anni sono tuttora fuorilegge. Il nostro torrente dai tre nomi ( Vernotico nel primo tratto collinare, Rio di Gragnano fino al confine di Castellammare, poi San Marco fino alla foce), è stato classificato nel piano di disinquinamento del Golfo di Napoli (generale Jucci, comm. del Governo) come Torrente e quindi non sono ammesse opere di disinquinamento, né altro tipo di acqua che non sia meteorica o di sorgente. Quindi non può assolutamente ricevere acqua di scarichi fecali o industriali. Fatta questa premessa, dobbiamo pensare a come risolvere la situazione attuale di immissione proprio di questi scarichi. La risposta è una sola: completare la fognatura! Ma dato che ci sono problemi gravi di tempi e di burocrazia, perchè il vincitore della gara d’appalto di 8 milioni di Euro, ha deciso dopo aver realizzato a suo dire il 70% delle opere, di rinunciare all’incarico. Per riprendere i lavori, l’Arcadis, agenzia regionale che dovrebbe curare il sistema fognario, a tre anni da quella disdetta non ha trovato il tempo di eseguire una ricognizione delle opere effettivamente eseguite e procedere allo scorrimento della graduatoria dell’appalto per verificare se ci sono aziende interessate a subentrare. Cosa a mio giudizio, difficile, perché si tratta di un appalto di molti anni fa (tra l’altro vinto con ribasso del 42%!), perché i lavori da farsi ancora sono i più difficili e costosi ( quote da recuperare, sistemi di pompe, raccordi tra i vari tronchi ecc), infine perché i prezzi dopo tanti anni non sono più congrui. Quindi bisogna ricominciare con una nuova gara e con nuovi prezzi, ovviamente dopo aver accertato quali sono i lavori effettivamente da completare e lo stato dei tronchi realizzati: passeranno anni! A proposito di quest’ultimo punto sullo stato del realizzato, credo che in tutti questi anni le tubazioni si siano riempite di materiale vario, forse cementato. Spero di no, ma sono preoccupato anche per il fatto che le tubazioni realizzate sono di una sezione ridicola in rapporto al volume di reflui da trasportare. Allora ecco che, in attesa di tutto questa matassa da dipanare, abbiamo avanzato una proposta di buon senso e realizzabile ad horas: mettere in funzione i tronchi realizzati, quelli dei comuni a monte di Gragnano e delle frazioni collinari, oltre che quello della Valle dei Mulini. E’ vero che sposterebbe il problema più a Valle, ma non aumenterebbe le quantità. Inoltre permetterebbe di disinquinare in tempi brevi sia le frazioni agricole collinari, sia la Valle. Poi potrebbe cominciare il censimento delle abitazioni sparse che scaricano illegalmente nel terreno, con quali rischi d inquinamento della falda acquifera è facile prevedere. Alla base dei Monti Lattari in territorio di Gragnano, viene pompata l’acqua per numerosi comuni limitrofi, quindi è una ipotesi da scongiurare al più presto, anche per i risvolti negativi, spaventosamente negativi, se dovesse accadere, un inquinamento della falda acquifera. Quindi non siamo degli ambientalisti allarmisti, ma persone che amano il proprio territorio e i prodotti di eccellenza che esso produce. Li vogliamo tutelare e proteggere e ci auguriamo che al nostro fianco, in questa battaglia di sopravvivenza, si schierino tutti coloro che finalmente comprendono quello che diciamo, inascoltati, da tempo.

di G. Di Massa

foto di S.Donnarumma