IL FILM "LO SGARRO"

presentazione di Giuseppe Di Massa

Con l’inizio degli anni sessanta, il neorealismo si avvia verso il suo declino, anche se resiste in alcuni ambiti, come quello campano, dove registi come lo stabiese  Silvio Siano con Lo sgarro (1962) e La donnaccia (1964) e Francesco Rosi con La sfida (1958), raccontano vicende ambientate in un sud ancora stordito dalla guerra, in balìa di pregiudizi e prepotenze di stampo camorristico, che fa fatica ad avviarsi verso la modernità. Film che con le loro vicende sono anche una denuncia sociale per il prevalere di corruzione e violenza, nell’assenza di un ordine garantito dalle istituzioni non ancora consolidate.

 Lo sgarro, girato in esterni anche a Gragnano, aveva visto una larga partecipazione di comparse locali, come era d’abitudine nei film di Siano, che riusciva a coinvolgere tutta la cittadinanza in una esperienza collettiva che ancora rivive dopo tanti anni. E’ stato quindi una  grande privazione per i tanti figuranti che, dopo una prima rappresentazione del film, per la rapida scomparsa dai circuiti cinematografici, non sono più riusciti a rivederlo. Siamo quindi grati agli amici di Palma Campania, altro comune in cui furono girati gli esterni, Savino Carrella e Pasquale Gerardo Santella, che con le loro ricerche hanno recuperato una riproduzione del film, permettendoci di riviverlo più che di rivederlo.  Molte saranno infatti le esperienze rivissute, gli episodi con protagonisti anche  parenti ormai scomparsi, e probabilmente sarebbe vano il tentativo di riportare il discorso solo  sul suo valore sociale, di denuncia della camorra agraria, o sugli aspetti tecnici che pure meritano di essere rimarcati.

Come da copione dei film neorealistici la vicenda troverà un  finale ottimistico per il futuro, con il riscatto dell’intera popolazione dalla prepotenza camorristica, non senza passare dai drammi delle violenze e della sopraffazione, fino all’episodio scatenante della rivolta. Un canovaccio che di lì a poco sarà seguito nei cosiddetti  film western all’italiana.

Una gradita sorpresa per i gragnanesi sarà anche rivedere quasi incontaminati  molti dei luoghi delle riprese di 45 anni fa : la piazza San Leone, la via Lombardi, il ponte per Agerola e la via Grado, gli scorci di Caprile e San Giuseppe, e la stazione ferroviaria, dove emblematicamente  inizia e termina la vicenda. Manca oggi solo l’orologio nella stazione e la tettoia del deposito merci.

Tra gli interpreti : Gérard Blain (Paolo), Luisa Conte (Nannina), Ettore Annunziata (Turi), Giacomo Furia (Ciro), Ubaldo Granata (don Michele), Gordana Miletic (Rosaria), Saro Urzì (Carmelo), Charles Vanel (don Vincenzo).

Regia Silvio Siano (Castellammare di Stabia 1921, Roma 1990). Durata 84 minuti. Fu vietato ai minori di 16 anni.

 

le locandine sono tratte dalla collezione di Pasquale Iozzino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proiezioni:

 Sabato 6 Agosto 2005 ore 21, piazzale della Basilica di Maria SS. di Costantinopoli a Gragnano, in collaborazione con l'Associazione teatrale Maria SS. di Costantinopoli.

1 Maggio 2007, scalo merci stazione di Gragnano, in collaborazione con l'Associazione Oreste Lizzadri.

Questo film, girato in esterni anche a Gragnano nel 1961, con la partecipazione di numerose comparse locali, è stato oggetto di ricerca per molti anni.

All'indomani della sua proiezione nei circuiti napoletani, il film praticamente scomparve dalla circolazione ed inutili ed infruttuosi si rivelarono tutti i tentativi di rintracciarlo.

Ora grazie alla ricerca fatta dagli amici di Palma Campania, siamo in grado di riproporlo ai gragnanesi ansiosi di rivedersi da giovani o di rivedere propri parenti scomparsi, o agli emigranti che come ogno estate ritorneranno a Gragnano, trovando una gradita sorpresa.

Gli amici di Palma Campania, i professori Gerardo Pasquale Santella e Savino Carrella, hanno realizzato una apprezzabile ricerca, anche di tipo culturale e sociologica, su tutta la produzione cinematografica del neorealismo campano, dai film del regista stabiese Siani, che firmò il film Lo Sgarro, al film di Francesco Rosi La Sfida che lo precedette nel 1958, in cui si racconta la storia di Pascalone e Nola e Pupetta Maresca. Entrambi i film trattano della camorra agraria degli anni cinquanta, e sono uno spaccato neorealistico sulla realtà delle nostre campagne soggette alla prepotenza camorristica.

I nostri soci Giusppe Mosca e Pasquale Iozzino hanno contribuito alla ricerca iconografica, ritrovando l'edizione francese del film e raccogliendo le numerose locandine originali che verranno esposte nella serata della proiezione.

Sarà infine proiettato un documentario sui luoghi dei film, comer'erano e come sono oggi. La bellissima piazza San Leone con i calessi addobbati per la festa, lo slargo di via Lombardi con il palazzo Girace, l'apertura e la chiusura del film con la nostra stazione, la scena cruenta sul ponte per Ageola, la via Grado, ci fanno ritornare agli inizi degli anni sessanta, e fortunatamente questi luoghi sono rimasti quasi intatti, una Gragnano ferma a quarantacinque anni fa.

Dal libro "Lo Sgarro. Cronaca di un film perduto e ritrovato" di Savino Carrella e Pasquale Gerardo Santella.

TITOLI DI TESTA:

Giovanni Addessi presenta Gerard Blain in LO SGARRO con:

Gordana Miletic  

Ubaldo Granata

Saro Urzi

Luisa Conte

Pasquale Martino

Piero Palermini

Giacomo Furia

Nino Vingelli

 

e con

Charle Vanel

 

E per ordine alfabetico:  

Ettore Annunziata, Nello Ascoli, Pasquale Cennamo, Flora Gallo, Antonietta Genovesi, Rino Genovesi, Amedeo Girardi, Giosuè Ippolito, Ubaldo Maestri, Arturo Maghizzano, Antonio Menna (c.s.c.), Michele Vigilante e la piccola Mena Granata

 

Soggetto e sceneggiatura:

Silvio Siano

Mario M. Di Nardo

Sabatino Ciuffini

Architetto: Franco Mancini

Costumista: Luciana Marinucci

Truccatore: Franco Titti

Segretarie di edizione: Franca Carotenuto e Giulietta Jannaccone

Direttore Amministrativo: Nino Di Giambattista

Ufficio Stampa: Anna Bontempi

Aiuto regista: Romolo Girolami

Assistente: Vittorio Melloni

Assistente al montaggio: Mariella Ercoli

Assistenti alla produzione: Marcello Papaleo, Franco Manco, Aldo Passalcqua (c.s.c.)

Operatori: Arturo Zavattini, Mario Cimini

Tecnico del suono: Umberto Piscistrelli

Musica: Gino Paguri

Edizioni Musicali C.A.M. Roma

Direttore di produzione: Luigi Giacosi (a.d.c.)

Direttore della fotografia: Toni Secchi

Una co-produzione italo-francese

G. A. Cinematografica

U. G. Cinematografica s.f.l.

Comptoir Francaise Du Film Productions

Realizzata da Ubaldo Granata

Regia: Silvio Siano

Il film è stato realizzato negli stabilimenti De Polis-Incir. Roma

Pellicola P.30

Negativi e positivi

Effetti ottici

S.P.E.S. direttore E. Catalucci

Sincronizzazione N.I.S.

Registrazione sonora Westrex

Tutti i personaggi e gli eventi di questo film sono immaginari.

Ogni riferimento a fatti della vita reale è puramente casuale.

Un film prodotto da Giovanni Addessi.

 

RECENSIONI:

Dal quotidiano Roma, 13 gennaio 1962 a firma E.G.:

"Lo sgarro" è un film non peggiore di tanti altri sostenuti da attori comici di grido.Ha una certa importanza sociale poichè, al pari de "La sfida", denuncia una forma di camorra rurale sul  mercato del bestiame nelle campagne meridionali. Paolo, un giovane paracadutista, ritorna dal servizio militare, e trova le campagne natie danneggiate da una vastissima banda capitanata da un certo Don Michele, la quale tiranneggia i contadini. Venuto all'azione, Paolo stabilisce in sè stesso che nella vita bisogna dominare e non essere dominati,e passa nella banda di Don Michele, guadagnando molto denaro, il che gli permetterà, a suo avviso, di sposare finalmente la fidanzata e di vivere potente e felice. Il padre, Don Vincenzo, non approva la sua condotta e lo scaccia di casa.Viene il momento che Paolo è costretto a rivolgersi contro la propria famiglia: dieci capi bovini dei quali Don Michele ha bisogno per il suo sinistro commercio, sono proprio di Don Vincenzo. Ed ecco che Paolo, costretto a portare la prepotenza e forse le armi contro la propria famiglia si rifiuta; in una parola sgarra. Ne deriva una gran rissa durante la quale  Don Michele resta morto, con gran sollievo dei contadini, e tutto si chiude nel migliore dei modi, mentre tutta la contrada ritorna al lavoro tranquillo, e Paolo fa la pace con la fidanzata che lo aveva piantato per le sue avventure campestri.

Film munito di ritmo, di soluzioni drammatiche, di discreta regia, e interpretato da un buon nerbo di attori napoletani, fra i quali Luisina Conte,Amedeo Girard, Pasquale Martino, Giscomo Furia, Nino Vingelkli, oltre beninteso, che da Gérard Blain, il giovane interprete de "Il gobbo", e da Charles Vanel, Gordana Miletic, Rino genovese. Buona la fotografia.

 

 

Dal quotidiano Il Mattino, 13 gennaio 1962 a firma V.R.:

Silvio Siano, regista de "Lo sgarro", è al suo primo film. Di lui non so altro, ma esaminando il suo lavoro al lume di un giudizio che intenda tener conto di questa sua acerba esperienza, debbo riconoscere che "Lo sgarro", anche se non ha quel rigore di stile che ebbe, per esempio, "La sfida", dalla quale "Lo sgarro" discende, anche se è raccontato con una certa rozzezza, senza alcuna preoccupazione di eliminare quei caratteri popolareschi che il film conserva, rivela, tuttavia, una esuberanza, una generosità, un cuore che riescono a dare alla narrazione una sua concitata drammaticità. E il film si vede volentieri, anche perchè interpreta il sentimento popolare che vuole assistere al trionfo del bene sul mare, come accadeva nelle nostre indimenticabili sceneggiate di un tempo. Siamo in un paese, presumibilmente nei dintorni di Napoli, dove un prepotente esercita il diritto del più forte, imponendo la sua legge, quella  che egli si è fatta con l'aiuto della sua guardia del corpo, nel mercato delle carni. Il paese, dove è quasi inesistente la tutela dell'ordine, affidata a pochissimi agenti che non si vedono mai nel film, sopporta tutte quelle angherie perchè sa di essere dalla parte del più debole. Ma un giorno vedendo una bambina cadere uccisa dalle raffiche di quei prepotenti, gli abitanti del paese riescono a trovare l'energia necessaria per insorgere, per rivoltarsi contro l'uomo che li ha dominati per tanto tempo. E noi assistiamo alla sommossa popolare, forse un pò ingenuamente espressa ma sempre con spontaneo calore, alla fuga di quegli sciagurati che vengono inseguiti dalla folla e alcuni uccisi. Il bene non può non trionfare. E' una legge eterna alla quale gli autori del film si sono richiamati, sapendo di fare cosa gradita al pubblico. Di rilievo l'interpretazione di Gérard Blain, di Charles Vanel, di Saro Urzì, di Ubaldo Granata, di Luisa Conte e della tenera, quasi evanescente Gordana Miletic. Bianco e nero.

 

 

SILVIO SIANO, il regista.

 

Nato a Castellammare di Stabia il 12.08.1921, morto a Roma il 04.05.1990.

Filmografia:

Napoli eterna canzone (1949)

Fuoco nero (1951)

Soli per le strade (1953)

Saranno uomini (1956)

Lo sgarro (1962)

La donnaccia (1964)

La vedovella (1964)

Agente X 77: ordine di uccidere (1965)

Silvio Siano fu anche sceneggiatore e direttore di produzione in numerosi altri film.

 

 

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